Visualizzazione post con etichetta Adriana Pitacco. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Adriana Pitacco. Mostra tutti i post

lunedì 21 novembre 2016

Legione, Il bacio di Ade, Vuoi conoscere un casino?, Nati per vivere, Valentina Bindi, Babelcube e I tornado d'acciaio

Ciao, avid readers! Oggi ho raccolto un po' di segnalazioni da autrici davvero meritevoli e spero possiate trovare qualche libro di vostro gradimento tra le proposte. 
Ne approfitto per segnalarvi un post molto interessante e toccante di un'autrice di cui tempo fa ho segnalato il libro, Maledetta-Mente di Adriana Pitacco, e vi invito a leggere l'articolo scritto perché fa riflettere e merita davvero. Il blog si chiama Nati per vivere e vi lascio un piccolissimo estratto del post: 
"Vedi... mia piccola, viviamo... e mentre viviamo sta morendo un attimo di noi" Anche quella era arte? Perché tumulare la vita alla ricerca della perfezione?

lunedì 4 aprile 2016

Segnalazione Maledetta Mente di Adriana Pitacco

Ciao, avid readers! Oggi volevo segnalarvi il libro Maledetta Mente di Adriana Pitacco. Ho voluto inserire subito qui questa segnalazione perché il tema trattato da questa autrice mi sta molto a cuore, è importante e non va sottovalutato. Purtroppo in giro c'è molta disinformazione e quando feci un ciclo di studi proprio su questi argomenti mi si aprì un mondo. Sono felicissima di proporvi questa lettura e ora vi lascio alle parole dell'autrice e alla scheda libro!

Editore: Lettere Animate
Genere: è un romanzo che in vari tratti può essere definito “psicologico” per la forte connotazione emotiva che emerge nei vari quadri-racconti.
L’intento narrativo è quello di condurre il lettore, attraverso il vissuto dei vari personaggi, al mondo disincantato della follia.
Trama: 
E’ una voce narrante solitaria quella che decide di raccontare all’eterna compagna che la sta attendendo, la morte, il racconto di Sergio l’unico uomo che riuscì ad amare in grado di farle scoprire le  piramidi dell’esistenza.
E’ la voce di Sandra, malata terminale di cancro, che trasforma gli ultimi giorni che le rimangono da vivere in un fertile racconto che la condurrà al profondo compimento della sua esistenza.
In un’anonima stanza d’ospedale, dopo le inutili visite di amici logorati dall’implacabile scorrere del tempo, prende forma l’affresco della memoria dal momento in cui Sergio, brillante medico psichiatra, decide di lasciare l’Italia per un importante incarico nella prestigiosa clinica di Losanna. Sergio intuisce sin da subito che da quel momento avrebbe dovuto scontrarsi con una degenerata impostazione della psichiatria secondo la quale il compito prioritario del medico consiste nel contenere e annullare il paziente, nell’abolire qualsiasi suo desiderio.
Folgorato dall’urlo lacerante di uomini e donne Sergio percepisce il crescendo del loro dolore mentre la loro lontana quotidianità sta sprofondando in una voragine senza respiro. 
Con l’avanzare dei giorni il giovane psichiatra riesce a confutare ogni idea di questa forviante e idolatrata psichiatria sicuro di poter riportare uomini e donne, finora abbandonati con le loro sofferenze, a una ritrovata vita quotidiana.
Non più quindi una psichiatria del controllo sulla delirante Giovanna, sulla bulimica Margherita, su Charlotte attanagliata dal morso della coscienza per un forte desiderio di incesto, ma un profondo dialogo per comprendere le loro storie, la loro necessità impellente di riprendere le parole per troppo tempo soffocate.
S’inoltra quindi nell’inquieta vegetazione dei loro pensieri, nei loro ricordi chiusi in un profondo oblio, nei loro isterici movimenti, in quel pianto fagocitato dalla tortura di qualche elettroshock d’ultima generazione, mettendo così in discussione le usuali e violente pratiche psichiatriche.
Solo quando Sandra giunge  alla fine del racconto comprende di aver scoperto il fulcro dell’esistenza umana ed è attraverso la sua coraggiosa voce narrante che saluta la vita con un profondo richiamo al valore inestimabile della diversità e alla straordinaria forza della libertà.